Quando in poco tempo tutto cambia

Cari amici,

Oggi vi parlerò di come tutto può cambiare in poco tempo, secondo la mia esperienza.

03 Settembre 2017 una data che non potrò mai dimenticare, era una domenica soleggiata a Rovigo, c’era il mercato europeo lungo le vie e le piazze cittadine, quel giorno lavoravo (come cameriere all’Osteria Ai Trani “vedi articolo”) e per la prima volta non avevo dormito a casa mia ma dalla mia ex fidanzata, che abitava vicino al centro. Finito il servizio di pranzo sembrava una classica domenica di fiera, nulla di particolare, rientro a casa della mia ex e vista l’ora mando un messaggio a mia mamma per sapere se era a casa o era partita, un messaggio che non verrà mai letto..

Passato il pomeriggio ero pronto per il servizio serale rientro a lavoro, ma mi sentivo strano e notavo leggermente che qualche cliente era strano, ma essendo sera, forse la stanchezza, forse la musica, poteva starci che qualche amico/cliente potesse non essere in gran forma.

Verso le 22.00 arrivarono a lavoro due amiche di famiglia che venivano ad informarmi che mia mamma stava poco bene e che dovevo andar via con loro, avvisai i miei titolari ma notai una cosa stranissima, non mi chiesero nulla e annuirono con facce perse nel vuoto.

Entrato in macchina con le amiche di famiglia, mi portarono da mia zia paterna, ma il mio pensiero era che se mamma stava male dovevamo andare in ospedale non in un paese vicino, ma poi pensai che mia mamma quel giorno doveva andare a Torino in moto con il suo “compagno” originario da quelle parti. Accesi il cellulare per vedere se mi aveva risposto ma vidi che il messaggio non era mai stato visualizzato, ma anzi come accesi il cellulare vidi che la mia ex aveva provato a chiamarmi e mi chiamò chiedendomi di andarla a prendere, ma ormai ero quasi da mia zia paterna, e le dissi che le amiche sarebbero andate a prenderla appena arrivati a destinazione, chiesi pure a lei cosa stesse succedendo ma non mi rispose e deviò le mie domande, fino a quando arrivai da mia zia.

Arrivati, vidi mia zia sulla soglia di casa, non mi servì altro, le chiesi solo di dirmi che non fosse vero, avevo ormai intuito e capito cosa fosse successo e la gravità dell’accaduto, zia mi diede un calmante, il dolore provato è indescrivibile e solo chi perde una mamma può capire, successivamente arrivò la mia ex e poco più tardi mio papà (divorziato da mamma) che abita in montagna ed è sceso fino a Rovigo per assistermi.

Al dolore si aggiunse la rabbia, la rabbia di sapere che i giornali e mezza città di Rovigo sapeva ancor prima di me quello che era successo, nessuno e qui l’amarezza va anche verso le forze dell’ordine del mio paese che non trovandomi a casa non hanno provato a cercarmi a lavoro, quindi nessuno mi ha avvisato prima. La questura di Novara (non del mio paese o di Rovigo) mi ha rintracciato verso mezzanotte dopo che avevano scoperto dove lavoravo e avevano parlato con i miei titolari per rintracciarmi. La mia rabbia (del momento) la mia frustrazione andò verso chi non mi avvisò e quei giornalisti che senza scrupolo da Torino a Rovigo pubblicò tutto in internet e nei social network (avevo chiuso facebook da più di un mese) nessuno si chiese se la famiglia sapesse, se era il caso di pubblicare o no…ma si sà si campano con le visualizzazioni e quindi postarono il tutto, e la cosa triste fu sapere che moltissime persone già dal tardo pomeriggio sapevano tutto prima di me.

La perdità di mamma è un vuoto che non si colma, tutto quello che ho vissuto per riportarla a casa, non ve lo descrivo.

Tutt’ora non riesco a perdonarmi per aver litigato con lei l’ultima volta che l’ho vista in vita, senza poterle chiedere scusa e darle un ultimo abbraccio, mi manca il suo sorriso, la sua risata, mi manca tutto di lei.

Infine altro avvenimento che sconvolse quel mese funesto fù veder partire la mia ex 23 giorni dopo, il 26 settembre 2017 (la mia ex è cinese e il suo visto era in scadenza) in quanto doveva ritornare in patria.

La mia ex fù una delle poche Donne che ho amato con tutto me stesso e andava d’accordo con mamma, e tutta la mia famiglia l’amava, il nostro rapporto era così forte che vederla partire, fù il colpo di grazia per me, non mi fù facile ritornare a casa dall’aeroporto di Venezia, non fù facile ritornare a casa, quella casa che prima era animata da due Donne stupende, ed da allora sapere di vivere da solo, aumentò solo il mio dolore, portandomi al limite della depressione.

Anche se devo dire, e ringraziare chi mi è sempre stato vicino, come papà, mia zia paterna, i nonni paterni che costantemente mi facevano visita e mi chiamavano per darmi forza, un grazie lo devo anche ai miei ex titolari, che mi hanno aiutato incoraggiato, e asciugato le mie lacrime, e un altro grazie va a tutti i clienti e amici di Rovigo che hanno cercato di colmare il vuoto creato con la loro compagnia, ma purtroppo non era facile per me, vedere casa, cercare di tenerla in ordine come mamma sapeva fare, vedere i posti e gente che mi ricordava mamma e la mia ex per me era un costante ritornare a pensare a quello che ho perso in 23 giorni, a come quello che sembrava l’anno più bello della mia vita diventò il mio incubo più grande, a come la felicità può essere breve e il passo alla tristezza è il tempo di un secondo.

Con questo articolo voglio quindi ringraziare tutti coloro che in un anno e da quando me ne sono andato via da Rovigo mi hanno sostenuto e mi sostengono tutt’ora.

Questo articolo lo scrivo per ricordarvi, le mie Donne.

Mamma ti voglio bene e grazie per essere la prima donna della mia vita e il mio primo pensiero ogni giorno.

W.G. (la mia ex) grazie per quello che ho vissuto con te, grazie per avermi dato forza per superare la perdita di mamma, grazie perchè nonstante ci siamo lasciati ti fai sentire tutt’ora e per incoraggiarmi.

Grazie a tutti,

Un abbraccio

Denis Zanirato.

Berto Rosella

24 giugno 1963

03 settembre 2017

🕯

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