Isan

Ciao cari amici,

oggi vi parlo di una macro regione della Thailandia, conosciuta come Isan, ho deciso di darvi una breve descrizione di questa regione in quanto qui a Bangkok ho conosciuto numerose persone che provengono da questa regione, e anche dalla mia esperienza nella città di Kalasin (vedi articolo “Kalasin”).

Isan inanzi tutto è una macro regione del Nord-est della Thailandia, che confina con il Laos a nord ed ad est, mentre a sud confina con la Cambogia.

Una cosa molto interessante di questa regione è la lingua parlata l’Isan (fa parte della famiglia delle lingue tai-kadai) che è un insieme di dialetti di origine Lao, con influenze khrmer e thai, questa lingua viene parlato da circa un terzo della popolazione thailandese. Essa presenta l’influenza di ben 6 dialetti laotiani. A differenza della lingua thai che presenta 5 diversi toni, l’isan presenta addirittura 7 toni. Altre minoranze linguistiche tai-kadai sono il phu thai, saek e il thai dam. Una piccola minoranza dell’Isan parla un dialetto khmer, questo sopratutto nelle zone di confine con la Cambogia con dialetti chiamati bru, kuy e so.

Questa regione è una delle più povere del Paese, infatti molti abitanti di questa regione si trasferiscono all’estero o vanno ad arricchire la forza lavoro a Bangkok, molti si definiscono “khon isan” cioè cittadini dell’Isan, e sono molto fieri delle loro tradizioni.

Nella sua storia questa regione era poco abitata, in quanto era fitta di foreste, ma con la sconfitta del regno di Vientiane di re Anouvong (vedi articolo “Vientiane”) ad opera delle armate siamesi nel 1829 che saccheggiarono la capitale laotiana e deportarono parte della popolazione nell’isan per creare una zona cuscinetto tra i due paesi e ripopolare questa regione bonificandola.

Nel 1900 questa zona viene nominata Isan grazie alle suddivisioni amministrative attuate dal regno di Re Rama V, e grazie al suo regno l’Isan crebbe sia dal punto di vista demografico sia l’industria agricola che inizio le sue prime importazioni verso la capitale.

Durante il regno di Re Rama IX le condizioni di vita sono migliorate riducendo la poverta dal 35% al 17%.

L’economia di questa regione si basa principalmente sull’agricoltura, con la forte produzione di riso in quanto il 60% della regione produce questa materia, altre risorse importanti sono la canna da zucchero, produzione di ananas, caucciù, manioca, pomodoro e tabacco. Nell’agricoltura era utilizzato il bufalo d’acqua, ora sostituito da macchina agrarie più moderne, ma viene ancora utilizzato, le sue feci servono da concime, altri allevamenti importanti sono quelli dei bovini, che vivono in pascoli liberi, difatti è normale per strada vedere mucche, bufali d’acqua vagare liberi tra i campi, altri allevamenti sono di pollame ruspante, suini e allevamenti di pesce d’acqua dolce.

Questa regione è suddivisa in 20 province amministrative,

  1. Amnat Charoen (อำนาจเจริญ)
  2. Buriram (บุรีรัมย์)
  3. Chaiyaphum (ชัยภูมิ)
  4. Kalasin (กาฬสินธุ์) (vedi articolo “Kalasin”)
  5. Khon Kaen (ขอนแก่น)
  6. Loei (เลย)
  7. Maha Sarakham (มหาสารคาม)
  8. Mukdahan (มุกดาหาร)
  9. Nakhon Phanom (นครพนม)
  10. Nakhon Ratchasima (นครราชสีมา)
  11. Nong Bua Lamphu (หนองบัวลำภู)
  12. Nong Khai (หนองคาย)
  13. Roi Et (ร้อยเอ็ด)
  14. Sakon Nakhon (สกลนคร)
  15. Sisaket (ศรีสะเกษ)
  16. Surin (สุรินทร์)
  17. Ubon Ratchathani (อุบลราชธานี)
  18. Udon Thani (อุดรธานี)
  19. Yasothon (ยโสธร)
  20. Bueng Kan (บึงกาฬ)

Come avevo accennato in precedenza parlando delle lingue e dialetti dell’Isan ora vi parlo anche delle loro etnie.

Tai Dam.
Il termine tai dam significa tai neri, con riferimento al colore del tradizionale costume che indossano. Questa minoranza proviene dall’indocina settetrionale ed è presente in Thailandia in quanto molti di loro sono ex rifugiati dalle guerre del Vietnam, Laos e della guerra d’indocina dove affiancarono le truppe francesi, infatti molti rifugiati si trovano in Francia e negli Usa in quanto aiutarono le truppe americane nella guerra del Vietnam.

Phu Tai.

I Phu Tai sono membri del gruppo linguistico Tai-Kadai e vivono in entrambe le sponde del fiume Mekong, nel distretto di Re Nu Nakhon della provincia di Nakhon in Thailandia e nella provincia del Khammuan del Laos. Le credenze di Phu Tai si basano su una combinazione di buddismo e animismo antico. Non credono in tanti spiriti come gli altri gruppi Tai, ma i più importanti sono, lo spirito del distretto, (phi muang), lo spirito del villaggio e gli spiriti dell’ambiente naturale, come quelli degli alberi. Ogni villaggio ha sciamani, che sono donne selezionate per questo servizio. Si ritiene che queste donne possiedano poteri per curare gli ammalati e per gravi malattie ci sono altri che si ritiene posseggano poteri per mediare tra i malati e gli spiriti. Bambini sotto i 15 anni, entrambi sono sepolti fuori dall’area del villaggio.
Il tradizionale abito da donna Phu Tai è composto da un gilet nero o blu scuro, a volte con fazzoletto, e in occasioni festive, un gilet a maniche lunghe con frange di una fascia rossa, un’ampia fascia rossa o bianca e ornata da bracciali e collane in argento (ma senza orecchini). Gli uomini Phu Tai indossano tradizionalmente pantaloni lunghi blu e un gilet blu a maniche corte con frange di tessuto rosso sul colletto e sugli orli anteriori. Hanno anche una fascia colorata in vita sul davanti sopra il gilet blu. I tessuti Phu tai sono molto famosi e pregiati, apprezzati molto anche a Bangkok.

Saek.

Questa minoranza si trova principalmente nella provincia di Nakhom Phanom.
La società è di tipo matriarcale e le ragazze sono di solito libere di scegliersi il marito. Dopo il matrimonio le coppie vanno a vivere in casa dei genitori dello sposo. I sèk si sposano anche con membri di altre etnie thai. Nei funerali dei villaggi di montagna, il defunto viene posto in una bara e portato al cimitero, dove viene cremato. Per l’occasione vengono sacrificati uno o due bufali. Il defunto viene seppellito senza essere cremato se è un bambino o una vittima di un incidente. I costumi tradizionali sono caduti in disuso ed i sèk indossano ora normali capi d’abbigliamento comprati nei mercati vicini.

Bru

Questa popolazione sembra che provenga dall’India e si sia stabilita principalmente nel Laos.

Dopo che nel 1778 i regni laotiani vennero resi vassalli del Regno di Ayutthaya, vi fu nel 1826 una ribellione del re di Ventiane Anouvong, che venne soffocata nel sangue. Per rappresaglia, i siamesi distrussero Vientiane e deportarono nell’odierna Thailandia del Nordest diverse centinaia di migliaia di laotiani, tra i quali una buona parte dei bru. Venne loro assegnata una zona dei monti Phu Phang, compresa tra le province di Nakhon Phanom e Mukdahan, sul lato opposto del Mekong rispetto a Savannakhet.

I bru non accettarono mai la sottomissione ai laotiani ed ai siamesi e spesso si ribellarono. Degna di nota fu la rivolta del 1820 capeggiata dall’eroe della nazione bru Sakiatngong, durante la quale 6.000 bru occuparono e misero a fuoco l’importante città laotiana di Champasak. La ribellione fu soffocata nel sangue ed i bru fuggitivi vennero catturati e venduti come schiavi. Nella loro storia i bru hanno collaborato con i vietnamiti contro i francesi, con i socialisti nella guerra civile laotiana e con i nord vietnamiti contro le truppe americane.

L’animismo è la principale religione dei bru, in ogni villaggio è presente nell’area pubblica un altare consacrato allo spirito celeste che protegge la tribù. Osservano strettamente anche il culto degli antenati e vengono approntati luoghi dove venerare gli spiriti dei morti. Comunque ad oggi la maggior parte di questa communità in Thailandia si è convertita al Buddhismo Theravada.

Kuy.

I kuy sono una minoranza presente maggiormente nella provincia di Sisaket e qualche presenza nella provincia di Buriram e Surin.

Famosi per esser stati cacciatori e allevatori di elefanti,il loro popolo era un piccolo regno tra Laos e Thailandia, ma quando il re laotiano Setthathirath distrusse il regno dei Kuy molti di loro trovarono riparo nel regno di Ayutthaya. Mentre altri trovarono riparo nel regno di Angkor.

So.

Questa minoranza si trova nelle provincie di Kalasin e Nakhon Phanom e Nong Khai si stima che esistano 53 villagi in totale, la maggior parte professa il buddhismo anche se qualcuno ancora è animista e una ridotta percentuale è cristiana.

Ogni villaggio è guidato da un capovillaggio, e ogni famiglia è guidata dal padre. Una giovane coppia sposata può vivere con la famiglia della sposa fino a quando non sono in grado di stabilire la propria casa. In genere vivono in case di bambù con tetti di paglia costruiti su palafitte.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, scusate se alcune informazioni sono povere di contenuti, ma non è stato facile reperire alcune informazioni.

Un abbraccio,

Il vostro

Denis Zanirato.

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