Khun Ying Mo (Principessa Thao Suranari)

Cari amici,

Oggi vi parlo di una eroina della Thailandia, mi sono interessato alla sua storia durante una mia personale ricerca sulla città di Nakhon Ratchasima (Korat).

La sua storia mi ha subito colpito per vari motivi, uno di questi riguarda ad un periodo storico della Thailandia che mi ha interessato e che molte volte ho potuto riprendere nei miei viaggi tra la Thailandia e il Laos, ossia la rivolta del re laotiano di Vientiane Anouvong tra il 1827 e il 1829. Ho potuto conoscere la storia di questa rivolta quando ho visitato Vientiane (Vedi Articolo) e durante il mio breve viaggio nell’Isan (Vedi articolo). Questa rivolta è importante per capire la storia della macro regione dell’Isan e il perchè di molti dialetti di origine laotiana presenti.

Nella foto la statua di Re Anouvong a Vientiane

Ritornando alla storia di Yong Mo, nata nel 1771 a Nakhon Ratchasima, della sua infanzia non ci sono particolari conosciuti, ma la sua storia inizia ad essere importante da quando sposa il governatore Thongkham.

Fervente buddhista Mo (chiamata dopo il matrimonio Mae Mo oppure Khun Ya dagli abitanti di Korat) amava spesso portare i figli e i nipoti ai templi Wat Sakaew e Wat Isan.

Nel 1827 il marito era in viaggio di lavoro in un’altra città e in quel periodo in città c’erano solo pochi soldati a difesa. Nel frattempo il re di Vientiane (regno vassallo del regno del Siam dal 1779) decise di ribellarsi al regno di re Rama III (guerra d’indipendenza) e inviò le sue truppe (11000 uomini circa) in Thailandia con l’obiettivo conquistare Bangkok. L’avanguardia di 3000 soldati entrò velocemente nell’Isan raggiungendo Korat, e occupandola presero i cittadini rimasti nella città per deportarli a Vientiane. Alcuni fattori resero questa rivolta fallimentare e terminarono con la caduta del regno di Vientiane e la supremazia del regno del Siam. Prima fra tutti il tradimento di uno dei generali laotiani Titsa (fratellastro del re laotiano) che permisero alle truppe siamesi di organizzarsi e marciare su Vientiane, e il secondo fattore fù un’altro tradimento da parte del re vassallo di Vientiane il re di Luangche consegnò ai siamesi 5000 soldati per difendere Bangkok e ottenere le grazie di Re Rama III, terzo fattore fù la rivolta dei prigionieri organizzata dall’astuta Ying Mo.

Durante la deportazione a Vientiane più volte riuscì a rallentare il viaggio da prima iniziando una sorta di amicizia tra prigionieri e sequestratori per ottenere la loro fiducia poi con la scusa che alcuni carri porta feriti erano danneggiati e serviva ripararli si fece consegnare delle asce, zappe e dei bastoni con l’intenzione di usarli contro i soldati laotiani in un secondo momento.

Giunti a Phimai a circa 60 km da Korat, Ying Mo chiese ed ottenne di fermare la marcia per far riposare i prigionieri esausti ed in accordo con gli altri prigionieri preparò la rivolta contro i soldati, al calare della sera con le altre giovani donne Ying Mo riuscì a far ubriacare parte delle truppe e a portarle fuori dal campo in modo da dividere le forze laotiane. Questo espediente permise ai prigionieri organizzati di uccidere molti soldati grazie al fattore sorpresa e alla confusione creata, fu un vero e proprio massacro e i soldati superstiti scapparono disordinatamente lasciando liberi i prigionieri.

Alla fine della guerra Ying Mo fù ricevuta da Re Rama III che le conferì il titolo di Thao Suranari (nobile coraggiosa) quindi elevandola a principessa, grazie al suo coraggio e astuzia che permise di decimare le forze laotiane, salvare i prigionieri di guerra e quindi anche aver partecipato alla sconfitta del Regno di Vientiane.

Immagine di Re Rama III

Sei anni dopo la rivolta assieme ad un altro ex prigioniero Phrayapalat scrissero un documento con le vicende della rivolta dei prigionieri su 20 foglie di palma, inizialmente custodito nel tempio Wat Isan fu successivamente donato alla biblioteca nazionale di Nakhon Ratchasima dove tutt’ora è custodito.

Thao Suranari morì all’età di 71 anni, i suoi resti furono tumulati in un chedi costruito nel tempio Wat Sala Loi situato a nord-est della città di Nakhon Ratchasima.

Il monumento a Thao Suranari fù opera dello scultore italiano Corrado Feroci naturalizzato col nome thai Silpa Bhirasri durante la prima metà degli anni 40, questo monumento fù eretto nel 1934 nel centro di Nakhon Ratchasima.

Qui a seguito vi lascio un versetto creato da Phraya Upakitsin per onorare il popolo di Nakhon Ratchasima:

“All’improvviso, colpendo rapidamente
Uomini in testa e donne in riserva
Uomini in carica e donne che spingono in avanti,
Insieme di fronte, diffusione
Donne di cuore robusto contro soldati laotiani
Senza lance hanno usato asce,
Senza spade usavano bastoni e bastoni grandi e lunghi,
Hanno colpito e frustato, annientando i soldati laotiani
Una fuga precipitosa nella giungla di confine. ”

Spero che questa storia vi sia piaciuta, ditemi le vostre opinioni,

Il vostro

Denis Zanirato.

Monumento eretto nel 1934 dallo scultore italiano Corrado Feroci.

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