Covid 19 a Bangkok

Cari amici,

Oggi vi descrivo come a Bangkok abbiamo convissuto con l’emergenza Covid19.

Mentre in Cina e in Europa (più precisamente in Italia) i casi di coronavirus aumentavano e iniziavano a bloccare i Paesi e a contenere la diffusione del virus per più di qualche giorno se non di qualche settimana abbiamo visto il tutto come una cosa lontana e che se ben ci fosse stato qualche caso sarebbe passata senza influenzare la nostra vita. Poco dopo l’8 marzo giorno del mio compleanno i casi hanno iniziato ad aumentare anche qui, la situazione iniziava a preoccupare, nei bar ancora si scherzava e si beveva in compagnia e il covid era sono una paura apparentemente lontana. Poi a metà marzo un caso confermato di covid19 nella facoltà di legge (facoltà vicina alla facoltà d’arte dove studio) da lì iniziò la paura, questo virus ora era vicino.

Inizialmente essendo straniero e sapendo che l’Italia era il Paese più colpito la gente mi guardava e si allontanava per paura che potessi essere un turista con il virus, poi arrivò una circolare dal direttore dell’università che ci avvisava che l’università chiudeva per motivi di sicurezza e che ci avrebbero aggiornato su come avremmo continuato gli studi.

Poi in aprile (4 aprile) il governo decide di istituire il coprifuoco, la chiusura di tutti i locali e negozi ma assicurava che i supermercati rimanevano aperti e che ci sarebbe stato cibo e acqua per tutti quindi di non comprare beni in eccesso. Consiglio inizialmente ascoltato a metà, i supermercati sono sempre rimasti aperti, e tranne qualche caso che riempiva i carelli con taniche di acqua e altri beni, altri invece compravano il minimo indispensabile come sempre. Pian piano molti stranieri sono ritornati nei loro Paesi d’origine e il molti thai sono rientrati nelle loro città d’origine così Bangkok si è svuotata pian piano. Infine viene istituito il coprifuoco dalle 22.00 fino alle 05.00 di mattina. Ricordo che la sera le strade vuote erano surreali, nessuno in giro, solo qualche persona che andava al 7 eleven per comprare qualche birra o altri beni, oppure qualche persona che rientrava a casa da lavoro.

I centri commerciali erano chiusi tranni i supermercati al loro interno, nei supermercati erano accessibili le aree che vendevano prodotti alimentari o detersivi e saponi per l’igiene della casa o personale, all’entrata c’è una persona che misura la temperatura corporea e che ti spruzzava del gel igienizzante sulle mani. Tutti i bar hanno chiuso e anche qualche ristorante, mentre gli altri ristoranti hanno attivato la possibilità di servizio per asporto o consegna a domicilio.

A metà aprile poi il governo a vietato la vendita di alcolici in quanto nonostante i locali chiusi alcune persone si rsggruppavano per bere insieme e ciò costituisce un pericolo e allo stesso tempo alcuni potrebbero violare il coprifuoco. In caso di violazione del coprifuoco in Thailandia si rischia di pagare una multa fino a 100000 baht (2800€ circa) e o 2 anni di carcere, ad oggi si sta discutendo di commutare il carcere in servizio civile all’interno dei templi. Ad oggi il coprifuoco è stato rivisionato dalle 23.00 alle 04.00 e forse verrà rivisionato ancora nelle prossime settimane cioè spostando il divieto alle ore 24.00.

Intanto i miei giorni durante l’allerta covid19 procedono praticamente uguali, sveglia la mattina verso le 9.00 e accompagno mia moglie a prendere il mototaxi per andare a lavorare, quindi mi bevo un caffè d’asporto sotto casa e rientro in attesa delle lezioni che iniziano alle 13.00 in video conferenza con l’insegnate e i miei compagni di classe. A lezioni finite verso le 16.00 mi dedico a sistemare casa e a fare i compiti per casa, fino ad orario di cena (20.00 circa) quando mia moglie rientra da lavoro.

Dal 25 maggio la Thailandia ha diminuito le restrizioni e i centri commerciali hanno riaperto, si entra nei negozi a numero chiuso con registrazione ad ogni negozio tramite l’applicazione “thai chanà” (Thailandia vince) dove vengono registrati numeri di telefono, orario di entrata e di uscita dei negozi di ogni avventore nel caso che possa esser registrato qualche caso, tutte le persone che erano in quel locale in quell’orario verranno rintracciate e testate per controllare se possono aver contratto il virus oppure no. I ristoranti possono fare servizio al tavolo però devono rispettare le distanze di sicurezza portate ad un metro da un cliente all’altro, rimane però il divieto di somministrare gli alcolici all’interno dei locali, quindi si può comprare alcolici e consumarli solo a casa.

Il divieto di vendita degli alcolici durò circa tre settimane e dal giorno prima dell’inizio del divieto moltissime persone hanno invaso i supermercati e i minimarket per fare scorta di alcolici a casa svuotando completamente scaffali e magazzini. Quando tale divieto fini molti entusiasti ritornarono a fare scorte per evitare un altro possibile divieto.

La Thailandia è riuscita a contenere molto bene il virus e i morti sono stati una sessantina circa, ciò ha permesso al governo di aprire varie attività un po alla volta e sembrerebbe che dal primo di luglio caderanno tutti i blocchi e addirittura la Thailandia riaprirà ai voli internazionali.

Speriamo che questa pandemia possa terminare al più presto ovunque e che si possa tornare ad una sorta di normalità anche se sicuramente alcune cose cambieranno drasticamente.

𝐷𝑒𝑛𝑖𝑠 𝑍𝑎𝑛𝑖𝑟𝑎𝑡𝑜

#restoacasa hashtag utilizzato in Thailandia.
Thai Chanà, l’applicazione per tracciare le persone.

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