Le mie esperienze lavorative

Cari amici in questo post vi descrivo esperienze positive e negative di lavoro. Lavorando con colleghi fantastici, con titolari onesti e qualche disonesto.

La mia primissima esperienza lavorativa è stata breve ma molto divertente, ho lavorato per quasi un mese in un bar che aveva un’estivo stupendo in un piccolo giardino di Rovigo, qui il mio compito era semplice, servire ai tavoli, prendendo le comande e servendo i clienti, esperienza divertente perchè il titolare era una persona professionale ma ogni tanto gli piaceva fare delle battute per far ridere tutto lo staff e tenere il morale alto, i colleghi erano tutte persone che lavoravano da tempo e che mi insegnarono alcune basi. Questa esperienza purtroppo è durata poco, in quanto io ero appena 15enne e non potevo lavorare dopo una certa ora e trattandosi di lavoro notturno non poteva farmi avere un contratto e ha dovuto cercare una persona più grande, anche perchè la mattina studiavo all’istituto alberghiero di Adria (RO).

Seconda esperienza lavorativa è stata utile per prendere i miei primi stipendi, però non ho imparato molto, non veniva richiesta molta professionalità e non mi hanno insegnato molto, bastava portar fuori i piatti.. però lo stipendio era buono e mi ha permesso di lavorare per un anno nonostante studiassi, poi purtroppo mi hanno “liquidato” quando avevo avvisato il titolare che andavo in gita scolastica e poi lovo chiudevano qualche giorno per Pasqua e quindi mi dissero che così per un mese non avrei lavorato e tanto bastava per darmi il ben servito (licenziato l’8 marzo giorno del mio compleanno) ci rimasi male perchè in un anno ci si affeziona ai clienti, ai colleghi e all’ambiente (ristorante che si trova nel vecchio ghetto ebraico di Rovigo affacciato su una piazzetta molto bella con una delle più belle fontane di Rovigo).

Finito di studiare di quell’anno cercai un lavoro stagionale al mare, quindi arrivai a Sottomarina (VE) qui lavorai 3 mesi con il mio primo contratto!!! Ero entusiasta lavoravo in uno dei migliori Hotel del lungomare di Sottomarina, lavorai come barista e addetto alla room service, qui imparai moltissimo, lavoravo con professionisti e il titolare (al secolo Sante “Meloni” Boscolo) mi prese come un figlio m’insegnò cose che generalmente non insegnano a scuola e trascorsi presso questo hotel tre mesi meravigliosi! Alla fine di questa esperienza rimanemmo in contanto per il periodo del carnevale e per l’estate successiva.

L’estate successiva dovevo fare lo stage scolastico, purtroppo il mio insegnate era il classico che andava avanti con i suoi preferiti e chi non gli piaceva non otteneva nulla di positivo, quindi per mettermi in buona luce accettai di andare in stage dove voleva lui, andai quindi al G. hotel di Rimini, fù la peggiore delle mie esperienze, dove nonostante tutto imparai qualcosa nel settore del room service. Come studente stagista non venni pagato, il trattamento era pessimo, io e il mio compagno di classe addirittura fummo vittime di un’intossicazione alimentare presso la mensa (in uno sgabuzzino umido sotterraneo dell’hotel) e dovemmo stare a casa per riprenderci (dopo la visita del dottore)… L’alimentazione dei dipendenti consistava negli avanzi del buffet dei clienti, ricotti con litri di olio… Poi c’era l’abuso di potere di alcune persone tra cui l’allora chef austriaco che non sapeva dire i nomi dei piatti e quando chiedevi di ripetere t’insultava, poi il manager della room service (di Rovigo come me) che quando ricevevo delle mancie per il mio servizio me la requisiva e se lo teneva opportuno mi dava qualcosa… piccolo esempio: ricevetti 2€ da un cliente arrivato all’ascensore lui era li che mi attendeva, mi ha ordinato di dargli i 2 euro e mi diede 50 centesimi (lui che prendeva un signor stipendio mi derubava di una mancia, ed io lavoravo gratis…). Le note positive furono che imparai bene il servizio alle camere e poi servire alcune persone famose. All’epoca poi la mazda lanciava il nuovo modello RX8 e molti suoi clienti alloggiavano in hotel, qui avevo l’ordine di controllare i loro frigo bar e di segnare più cose possibili, e sopratutto di segnare le cose più costose, perchè intanto mazda non avrebbe controllato e avrebbe pagato. Infine sia io che il mio compagno di classe ottenemmo un voto basso che poteva causarci problemi con la scuola, il voto ci fù dato dal direttore del personale (persona che non ci.ha mai visto lavorare) e che scoprimmo che fù indagato perchè portava il personale del GH a lavorare in uno dei suoi hotel a San Giuliano mare (se ricordo bene il posto) per fortuna abbiamo parlato col maitre che ci ha chiesto di rinviare i moduli e che lui avrebbe dato i voti reali.. Scoprii poi tramite alcuni concittadini che lavorarono in questo hotel che noi eravamo arrivati durante il periodo della gestione austriaca dell’hotel e che pure loro non furono soddisfatti di quella stagione.

Quindi poi ritornai a studiare e a lavorare in ristorante di bassissima qualità dove dopo qualche mese e ricevendo in nero lo stipendio (misero) mi lincenziarono e il manager mi disse che non ero portato per questo lavoro che dovevo assolutamente cambiare (tutto questo mentre ero al quarto anno di studi all’IPSSAR) cosa che mi turbò profondamente ma per fortuna non ascoltai, anche perchè le parole di questo uomo erano quelle di un pervertito che ci provava con tutte le clienti e non aveva mia lavorato in vita sua..

Quindi ritornai per un’altra stagione meravigliosa a Sottomarina, il titolare mi accolse a braccia aperte, mi dette una sistemazione stupenda (una camera al primo piano dell’hotel) e ritornai in bar, e ritornai ad avere il morale alto, conobbi gente da tutto il mondo e ritrovai alcuni vecchi clienti tra cui un gruppo di tedeschi che ogni anno venivano qui e che avevo mantenuto ottimi rapporti. Nulla da dire qui ancora una volta ottenni un contratto di lavoro, e ritornai a scuola felice di un’altra stagione andata a gonfie vele.

Durante l’anno scolastico lavorai presso un bar vicino casa, ciò andava bene per pagarmi gli studi, per prendere la patente e mantenere la mia prima macchina (fiat uno verde scuro a metano).. Lavorare qui mi andava bene sia per la posizione sia perchè alcuni clienti erano persone che conoscevo da anni, qui arrivai ad ottenere la fiducia del titolare che mi dette le chiavi del locale, la pecca più grande di questo posto però erano le macchinette mangia soldi e cervelli, alcuni clienti non volevano andar via nonostante l’orario tardo (a volte oltre le 2 di notte) e in un paio di casi dovette aiutarmi mio padre a convincere chi si stava mangiando lo stipendio e non solo a lasciare la macchinetta ed andare a casa (l’alternativa era l’ospedale per loro) qui lavorai un anno e poi visto che il titolare non voleva farmi un contratto di lavoro decisi di andarmene.

Quindi passò del tempo prima di ritornare a lavoro in quanto ero stato bocciato e dovevo ripetere l’ultimo anno, purtroppo lavorare fino a tardi mi portò molti problemi sia nella concetrazione a scuola sia nella presenza in quando costantemente arrivavo in ritardo..(chi è causa del suo mal compianga se stesso).

Alla fine dell’anno scolastico e prossimo agli esami, trovai (grazie a dei vecchi clienti dell’hotel a Sottomarina) un locale che cercava un ragazzo giovane che avesse voglia di lavorare.

All’inizio ero molto acerbo ma da qui nacque una collaborazione durata quasi 13 anni, e un rapporto d’amicizia e più (i titolari li chiamo papà, mamma e fratelli).

𝗢𝗦𝗧𝗘𝗥𝗜𝗔 𝗔𝗜 𝗧𝗥𝗔𝗡𝗜 di Rovigo, un locale che ha circa un secolo di storia nel centro cittadino, affacciato su via Cavour e con entrata anche da via X luglio. Questo locale negli anni ha cambiato alcune gestioni fino ad arrivare alla gestione dei fratelli Conforto (Andrea e Fabrizio) assistiti dai genitori che da generazioni fanno questo lavoro, quindi, la madre “Mamma Rosa” o ” Mamma Trani” Maria Rosa Bernardinello che vanta una lunga storia di famiglia nella ristorazione e che qui aiuta i figli prendendosi cura della sala ristorante, coccolando i clienti, e dispensando quando serve pillole di saggezza della “Nonna Lea” (la mamma di Maria Rosa) altra nota positiva e per chi ne ha possibilità lo prenda come un consiglio i dolci sono fatti a mano da Mamma Rosa e tra i TOP dolci che prepara c’è il tiramisù e la zuppa inglese. Infine ma non ultimo per importanza c’è Papà Livio, un vero mago in cucina, una persona fortissima che nemmeno una malattia tremenda come il diabete riesce a fermarlo, Livio porta la tradizione polesana cucinando e controllando che tutto sia perfetto, è il primo ad arrivare e l’ultimo a uscire dalla cucina, è una persona che vive nei fornelli e vive i piatti che prepara. A loro devo tantissimo, perchè hanno creduto in me, e mi hanno aiutato a crescere professionalmente, mi hanno dato un signor stipendio e sono SEMPRE stati regolari, hanno avuto in me moltissima fiducia arrivando a darmi le chiavi del locale (in quanto loro la mattina si alzano presto per comprare quello che serviva, preparare il locale per l’apertura e per il servizio, studiando nuove proposte da offrire ai clienti, rinnovando il menù (per il ristorante) e i cocktail o la lista vini (per il bar). Ora vi spiego chi sono Andrea e Fabrizio. Andrea figlio maggiore è il braccio dei Trani, lavoratore instancabile, impegnato assieme al fratello nella gestione finanziaria del locale e assieme al fratello sono anche coloro che cercano di portare gente in centro a Rovigo organizzando eventi e collaborazioni. Quindi si arriva alla mente, Fabrizio, un GENIO! lui assieme alla cucina e ai genitori reinventa il menù cercando di offrire piatti nuovi e ricercati, ma mantenendo la tradizione, lui è anche il genio dei cocktail, ogni settimana studia nuovi cocktail da proporre dai più ricercati arrivando a inventare nuovi drink, questo grazie anche ai vari concorsi e studi fatti e che fà per conoscere più a fondo ogni distillato o drink che esista e per essere sempre aggiornato. Come mente del locale Fabrizio è anche la persona che cura e prepara le locandine di presentazione dei cocktail o del menù, oppure organizza eventi per dare ai clienti ogni volta qualcosa di nuovo.

Qui i miei tredici anni sono volati, in loro non ho trovato dei semplici datori di lavoro ma una FAMIGLIA! Nei giorni di riposo mi hanno portato ovunque tra manifestazioni sportive (loro sono tifosi del Milan) oppure mi hanno fatto fare qualche corso di aggiornamento (come ad esempio il corso della Segafreddo) e poi ogni tanto mi invitavano a casa loro a pranzo o a cena. Mi hanno sempre trattato con i guanti come si suol dire e mi hanno sempre portato moltissimo rispetto. Mi sono stati vicinissimi nei momenti buii della mia vita, dal divorzio dei miei genitori alla morte prematura di mia mamma in un incidente stradale. Purtroppo quest’ultimo evento ha cambiato la mia vita e quando mi sono licenziato (qui devo ammettere che non sono stato all’altezza in quanto gli ho mandato la lettera e non ho parlato con loro prima) loro mi hanno capito, capivano quello che ho trascorso, hanno vissuto il mio dolore (mia mamma spesso veniva a cenare ai Trani e loro l’accoglievano come un’amica o una zia). Mi hanno sostenuto quando ho detto che lasciavo Rovigo e andavo all’estero per rifarmi una vita. Loro ci sono sempre e da quando sono qui a Bangkok ogni settimana mi chiamano, mi scrivono e si preoccupano di me, perchè per loro non sono un dipendente ma un figlio, un fratello!

Uno degli ultimi selfie prima di lasciare l’Osteria ai Trani. Qui con Mamma Rosa che mi ha sempre coccolato e seguito.
Qui a cena con Papà Livio, un grandissimo esempio di padre e titolare.
Anche fuori dal lavoro, abbiamo mangiato assieme o preso un aperitivo insieme, vera prova che certe collaborazioni sono speciali e arrivano al cuore.
Ultima foto insieme con la mia seconda famiglia! Una famiglia formata da persone eccezionali!

Quindi arrivo alla mia ultima esperienza e la prima fuori dai confini nazionali.

Entrai in contatto con un’agenzia di viaggi, il titolare sembrò da subito un persona fantastica che sa vendersi e vendere, una persona a cui ora ho molto da recriminare ma allo stesso tempo devo riconoscere che è un grande imprenditore che si è fatto da solo e da solo ha costruito una gran macchina. Con questa agenzia ho lavorato per circa un anno, senza un contratto in quanto all’inizio non ero ancora sposato e per le leggi thailandesi era più difficile fare un contratto di lavoro, quindi senza un vero e proprio stipendio (mi pagava in base alle prestazioni), il mio compito era presentarmi in hotel all’arrivo dei clienti, spiegar loro come funzionavano i tour e i trasferimenti tra le varie città della Thailandia, davo loro il mio numero di telefono per assistenza in caso di problemi o curiosità e consigliavo loro cosa potevano visitare a Bangkok in base alle loro esigenze. Tutto ciò senza esser prima istruito o seguito da qualcuno quindi ho imparato questo lavoro da autodidatta. Il bello di questo lavoro era conoscere italiani e parlare italiano all’estero, dare libero sfogo alle mie conoscenze sulla città di Bangkok visto i miei studi personali sui monumenti cittadini e al fatto che mi piace girare la città alla scoperta di posti nuovi fuori dai soliti giri turistici.

Per mostrare il mio attaccamento al lavoro ho preso un solo giorno di pausa perchè mi sono sposato e il giorno dopo il matrimonio sono ritornato subito a lavorare senza fare alcun viaggio di nozze. Purtroppo questa persona non ha dato valore alle mie azioni, e quando ho chiesto di farmi il contratto visto che ora sono sposato e quindi è leggermente più facile farmi un permesso di lavoro mi ha chiuso la porta in faccia dicendo che a lui costava e che dovevo provvedere io a tutto.. Purtroppo le leggi non funzionano in questo senso, poi parlando con colleghi ho scoperto che NESSUNO è in regola con questa agenzia, nessun contratto di lavoro, nessun dipendente, quindi ho deciso di prendere le distanze da questa persona, ho portato a termine i miei impegni presi nonostante non ne ero tenuto e nonostante non sono stato pagato per gli ultimi 3 mesi di collaborazione..

Ora sto continuando i miei studi presso la Chulalongkorn University dove sto imparando il thailandese e intanto cerco lavoro, perchè lavorare mi può dare la possibilità di vivere dignitosamente e di poter realizzare quel sogno che coltivo con mia moglie di poter avere dei figli!

Grazie a tutti voi amici che mi seguite, il vostro

𝑫𝒆𝒏𝒊𝒔 𝒁𝒂𝒏𝒊𝒓𝒂𝒕𝒐

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